La Prosopagnosia è un disturbo visivo?

La Prosopagnosia è un disturbo visivo?

Cos’è la Prosopagnosia?
Si tratta di un deficit percettivo-cognitivo, il quale non permette, alle persone che ne sono affette, di riconoscere i volti.
In alcune forme più acutizzate, il soggetto può arrivare a non riconoscere il proprio viso.

Come si riconosce la Prosopagnosia?

Spesso, chi soffre di questo disturbo, non riese ad apprezzare film, serie tv o altri show televisivi, in quanto non risonosce le espressioni facciali degli attori.
Chi è affetto da Prosopaganosia può arrivare a non riconoscere se stesso, i propri genitori o il proprio partner.

Tutto questo porta a difficolta nelle relazioni con le altre persone e a conseguenti momenti di depressione.

Può essere collegata a problemi di vista?

Secondo si tratterebbe di un sotto-tipo di agnosia, per la precisione agnosia di tipo visivo.
Ma c’entra davvero qualcosa con la vista?

“Scusa, non ti ho riconosciuto… Forse mi servono un paio di occhali”
Ecco nel caso di persona affetta da Prosopagnosia gli occhiali sarebbero inutili.

Questo deficit, infatti, è causato da un’area del cervello, il così detto giro fusiforme, l’area cerebrale in cui archiviamo il nostro “modello standard” di volto con il quale confrontiamo tutti gli altri.
Ecco perchè, anche chi non è affetto da questo deficit, fatica a riconoscere i volti di persone di colore o orientali, perchè hanno fisionomie diverse da quelle a cui siamo abituati.

La Prosopagnosia non è quindi legata a problemi visivi, di memora o difficoltà di apprendimento, ma è un vero e proprio disturbo neurologico.

Cure e terapie

Non esistono, al momento, delle vere cure e/o terapie che possano guarire la Prosopagnosia.
L’unica soluzione è ricorrere alle così dette “strategie compensatorie”:

  • riconoscere le prsone dalla voce
  • riconoscere le persone dal modo di muoversi/camminare
  • riconoscere le persone dal modo di vestire o dal taglio di capelli

Come è facilmente immaginabile, questi espedienti non sono efficaci al 100%, basta, ad esempio,  una minima variazione di look o nel tono di voce per far si che quella persona risulti irriconoscibile.

Chi è affetto da questo grave deficit può comunque essere in grado di condurre una vita normale.

Fonti: La Repubblica, FOCUS, MyPersonalTrainer

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